26gennaio2012
Autore: Federico Paolini categoria/e: Senza categoria.
E’ uscito il numero 113 (janvier-mars 2012) di Vingtième Siècle. Revue d’histoire dedicato a L’invention politique de l’environnement curato da Stéphane Frioux e Vincent Lemire. L’indice è il seguente:
- Stéphane Frioux et Vincent Lemire Pour une histoire politique de l’environnement au 20e siècle Page 3 à 12
- Charles-François Mathis Mobiliser pour l’environnement en Europe et aux États-Unis Un état des lieux à l’aube du 20e siècle Page 15 à 27
- Johann Chapoutot Les nazis et la « nature » Protection ou prédation ? Page 29 à 39
- Chris Pearson et Bruno Poncharal La politique environnementale de Vichy Page 41 à 50
- Robert Poujade Le premier ministère de l’Environnement (1971-1974) L’invention d’un possible Page 51 à 54
- Christian Delporte « N’abîmons pas la France ! » L’environnement à la télévision dans les années 1970 Page 55 à 66
- Jean-François Mouhot et al. Le greenrush Essai d’interprétation de la « bulle verte » au Royaume-Uni dans les années 1980 Page 67 à 81
- Florian Charvolin L’affaire de la Vanoise et son analyste Le document, le bouquetin et le parc national Page 82 à 93
- Pablo Corral Broto De la plainte légale à la subversion environnementale L’aménagement des rivières dans l’Espagne franquiste (Aragon, 1945-1979) Page 95 à 105
- Marie-Hélène Mandrillon L’expertise d’État, creuset de l’environnement en URSS Page 107 à 116
- Jan-Henrik Meyer et Bruno Poncharal L’européanisation de la politique environnementale dans les anné 1970 Page 117 à 126
- Yannick Mahrane et al. De la nature à la biosphère L’invention politique de l’environnement global, 1945-1972 Page 127 à 141
- Michel Letté Le tournant environnemental de la société industrielle au prisme d’une histoire des débordements et de leurs conflits Page 142 à 154
- Daniel Boullet La politique de l’environnement industriel en France (1960-1990) Pouvoirs publics et patronat face à une diversification des enjeux et des acteurs Page 155 à 168
- Renaud Bécot L’invention syndicale de l’environnement dans la France des années 1960 Page 169 à 178
- Alexis Vrignon Écologie et politique dans les années 1970 Les Amis de la Terre en France Page 179 à 190
- Philippe Buton L’extrême gauche française et l’écologie Une rencontre difficile (1968-1978) Page 191 à 203
- Geneviève Massard-Guilbaud La France, une « société vert clair » ? Enjeu – Retour sur The Light Green Society : Ecology and Technological Modernity in France, 1960-2000 Page 205 à 210
14gennaio2012
Autore: admin categoria/e: Commenti; Disastri navali; Disastri tecnologici.
Durante la notte la nave da crociera Costa Concordia, dopo aver presumibilmente urtato uno scoglio, ha cominciato ad imbarcare acqua, si è inclinata su un lato e poi è affondata al lagro dell’Isola del Giglio. Tre le vittime al momento, in attesa di capire se ve ne siano altre. Le dinamiche restano ancora tutte da chiarire, mentre dalle prime testimonianze sembra emergere una certa impreparazione (in primo luogo dell’equipaggio ma anche degli stessi passeggeri, alcuni dei quali pare si siano fatti prendere dal panico) nella gestione della fase, sempre delicata, delle operazioni di abbandono della nave. Come già avvenuto per altri disastri, la cronaca delle drammatiche ore che hanno ne hanno accompagnato l’agonia, è stata seguita dalla rete in tempo reale attraverso i social network, spesso attingendo direttamente ai messaggi inviati dagli stessi passeggeri. Sul Tirreno, che è stato tra i primi e più solerti a fornire le notizie attraverso twitter man mano che giungevano (un ottimo lavoro lo stanno facendo quelli del Corriere Fiorentino e in particolare l’inviato Marzio Fatucchi e David Allegranti), c’è una foto emblematica – la vedete qui sotto – della nave ormai adagiata su un fianco e dei passeggeri con in primo piano un gruppo di persone (naufraghi? Curiosi? Soccorritori?) due delle quali hanno in mano il proprio smartphone.

Altra notazione. Tra le prime parole che sono state associate al disastro – e che riecheggiano su molti dei titoli dei vari giornali – ce n’è una: Titanic. A cento anni di distanza, nonostante altri e più recenti incidenti marittimi (quello dell’Andrea Doria del 1956, ad esempio), il fatto che lo si continui a tirare in ballo testimonia da un lato quanto quel naufragio – complici (ma non solo) il duo DiCaprio-Winslet – sia radicato nel nostro immaginario collettivo ma è anche il segno di una certa pigrizia di una parte del mondo dell’informazione.
Nave passeggeri che affonda uguale Titanic, dunque. Del resto, al di là della fatalità e dell’imponderabile, proverbialmente dietro l’angolo in questi casi, le prime domande che emergono sono purtroppo le stesse emerse in altre occasioni più o meno recenti: com’è stato possibile che l’incidente sia potuto accadere nonostante la sofisticata strumentazione e per giunta in un tratto di mare battuto e conosciuto? Ci sono responsabilità da parte degli ufficiali di bordo? Qual è il grado di preparazione effettivo dell’equipaggio e del personale di bordo di navi che trasportano migliaia di passeggeri? Quanti di coloro che salgono su una nave da crociera (o su un traghetto) conoscono (o si premurano di farlo) le procedure di emergenza o i comportamenti da tenere in caso di incidente in mare?
Interrogativi per adesso in attesa di risposta. Intanto prepariamoci a sentire e risentire, nei servizi dei tg che copriranno il naufragio della Concordia, la colonna sonora del polpettone di James Cameron.
14gennaio2012
Autore: andnoto categoria/e: Disastri tecnologici.
Tragedia al largo delle coste toscane, all’altezza dell’Isola del Giglio, dove ieri sera la Costa Concordia si è incagliata a ridosso degli scogli nella secca di Punta Gabbianara.
La nave da crociera ha cominciato a imbarcare acqua prima di mezzanotte tanto da indurre il comandante a dare in pochi minuti l’ordine di evacuarla. A bordo vi erano oltre 4.000 persone fra equipaggio e passeggeri.
Dopo una notte di paura e soccorsi, che non hanno mancato di suscitare polemiche, il bilancio attuale parla di almeno 3 morti, di 14 feriti e di un numero al momento imprecisato di dispersi. In trenta sarebbero tuttora bloccati sulla nave affondata per metà e ormai totalmente inclinata con uno squarcio lungo almeno 70 metri sulla fiancata di sinistra. Ancora al vaglio le cause dell’incidente.
Clicca qui per gli approfondimenti:
- la Repubblica
- Corriere della Sera
- la Stampa

7gennaio2012
Autore: Federico Paolini categoria/e: Articoli; Questioni storiografiche.
E’ uscito il numero 3/2011 (settembre-dicembre) di Ricerche Storiche che contiene una sezione monografica dedicata a “Storia e ambiente nell’Italia del Novecento” curata da Federico Paolini.
L’indice è il seguente:
-
F. Paolini, La storia dell’ambiente in Italia: appunti sullo stato dell’arte
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M. Hall, Le ultime battaglie contro la malaria in Italia: una guerra di sangue e metafore
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G. Nebbia e L. Piccioni, Un tornante italiano del dibattito sull’ambiente: la ricezione dei Limiti dello sviluppo
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S. Barca, Lavoro, corpo, ambiente. Laura Conti e le origini dell’ecologia politica in Italia
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M. Armiero, La natura sotto casa: le lotte per la giustizia ambientale con un caso di studio sulla Campania
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F. Paolini, Trasporti e ambiente nell’Italia del Novecento (1950-2001)
14dicembre2011
Autore: Stefano Ventura categoria/e: Convegni; Libri; Senza categoria; Terremoto Abruzzo 2009; Terremoto Irpinia 1980.
Terre memori. Dall’Irpinia all’Aquila. I luoghi dei diritti negati” . Una rassegna che prende il via a l’Aquila, per riflettere attraverso diverse prospettive su disastri, memoria, luoghi. Il primo appuntamento si terrà venerdì 16 alle 11.30 alla Facoltà di Lettere a Bazzano.
Interverranno il preside della Facoltà Giannino Di Tommaso, Alessandro Vaccarelli e Umberto Dante, docenti. Sarà presentato il volume “Non sembrava novembre quella sera” di Stefano Ventura, un racconto del terremoto che il 23 novembre del 1980 colpì le aree interne di Campania e Basilicata. Antonella Cocciante, attrice, leggerà dei brani del libro.

locandina_rassegna_ventura_s
link Abruzzo 24 ore Tv
10dicembre2011
Autore: admin categoria/e: Convegni; Disastri tecnologici.
Il 30 novembre scorso, presso la Facoltà di Scienze Politiche di Siena (via Mattioli, 10) si è tenuto il Seminario di Studio Disastri industriali, ambiente e territorio: il caso del Vajont. L’evento rientra nell’ambito di un progetto in collaborazione con la Fondazione di Studi Storici “Filippo Turati” e l’Osservatorio Rischi ed Eventi Naturali e Tecnologici (Orent) dell’Università volto alla valorizzazione delle Carte Giovanni Pieraccini (recentemente acquisite dalla Fondazione) e allo studio del caso specifico e, più in generale, della storia e della gestione dei disastri naturali e tecnologici in Italia.
All’interno di Orent.it è stata attivata una sezione dedicata al disastro del Vajont contente alcuni documenti digitalizzati tratti dalle carte Pieraccini.
Clicca qui per accedere alla sezione.

(Foto Lorenzo Cimenti)